Continua a far discutere a Napoli la scelta della commissione toponomastica di intitolare la seconda traversa Giuseppe Garibaldi a Yasser Arafat. 

Una scelta politica che si inserisce in un dibattito più vasto, avviato da tempo, sulla figura dell’eroe dei due Mondi e sull’unificazione d’Italia ed anche sul conflitto mediorientale. Da tempo l’amministrazione De Magistris mostra simpatie se non addirittura vicinanze con i leader palestinesi. 

La decisione di dedicare una strada a Yasser Arafat ha sollevato una presa di posizione anche da parte della Comunità Ebraica di Napoli, “Non siamo sorpresi da tale provvedimento. La sorpresa non risiede tanto nella decisione in sé, visto che già in passato il protagonismo della giunta comunale guidata dal sindaco Luigi De Magistris su questioni di competenza di ben altre istituzioni pubbliche si è manifestato con una visione dichiaratamente squilibrata della questione israelo-palestinese.

Che l’Assessore Clemente, probabilmente per motivi che vanno al di là di quella che è la sua attuale carica istituzionale, abbia proposto di intitolare una strada al leader dell’OLP, è questione che si inserisce in scelte di sapore politico locale in cui la Comunità Ebraica di Napoli preferisce non entrare, come dimostra l’abitudine di non incontrare prima delle elezioni i candidati alla carica di Sindaco.

La Comunità Ebraica è sorpresa del fatto che una simile proposta, peraltro accolta dalla commissione toponomastica comunale, oltre all’inopportunità di sostituire il nome di un personaggio illustre della storia d’Italia con il nome di chi non ha alcun collegamento con il luogo, appaia ancor più discutibile visto che, se è vero che Arafat abbia ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 1994, è altrettanto vero che quel premio lo ebbe assieme a Shimon Peres e Itzkach Rabin, i due statisti laburisti israeliani che con Arafat firmarono gli accordi di Oslo.

Yasser Arafat, nel 1969 salì alla guida dell’OLP diventando capo di al-Fatah, l’ala oltranzista e maggiore fazione interna all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina che nel corso degli anni compì azioni terroristiche in Medio Oriente e in Europa. 

L’Assessore Clemente avrebbe potuto fare una proposta di buonsenso e di conciliazione, intitolando una strada senza nome ai tre premi Nobel, ma ha scelto di intitolare una strada a Yasser Arafat dimostrando dove cade la sua scelta tra il ricordo dei Nobel per la Pace ed il terrorista».

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