Maddaloni – Il giorno 11 ottobre 1983 a Maddaloni, in provincia di Caserta, l’omidio di Francesco Imposimato, fratello del giudice Ferdinando. Il magistrato stava indagando sugli intrecci tra la politica e le organizzazioni criminose, stava svelando alcune verità molto scomode e stava indagando, in particolare, sul rapimento e sulla morte dello statista democristiano, Aldo Moro.

L’uomo era appena uscito in auto dalla fabbrica dove lavorava per rientrare a casa, quando una Fiat Ritmo gli sbarrò la strada. Dalla vettura scesero due uomini che aprirono il fuoco e per lui non ci fu scampo. Il suo corpo fu raggiunto da undici proiettili.

La moglie, che era al suo fianco, fu gravemente ferita. Incredibilmente il cane che la coppia portava sempre con sé corse verso la fabbrica per sollecitare l’arrivo dei soccorsi.

In un primo momento si ipotizzò un attacco terroristico, ma il giorno seguente una telefonata anonima giunta alla sede napoletana dell’Ansa svelò il mistero: una voce disse che era stato assassinato “il fratello del giudice boia”.

Stando alla ricostruzione processuale l’omicidio fu commissionato da Pippo Calò ai Casalesi, che si rivolsero alla famiglia Nuvoletta-Lubrano per la realizzazione materiale del delitto.

L’omicidio Imposimato fece parte del mega processo “Spartacus” giunto a sentenza del 2000.

(foto “Il dispari quotidiano”)

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