Preoccupazione in Francia per il rapimento di Mia Montemaggi, una bambina  di 8 anni avvenuto a Poulières, un centro al confine con la Germania. La bambina era affidata alla nonna materna dove si sono presentati tre uomini spacciandosi per funzionari per la protezione dei bambini.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, «Due uomini si sono presentati a casa della nonna nella tarda mattinata. Si sono qualificati come professionisti della protezione giudiziaria della gioventù, più precisamente del servizio educativo territoriale di ambiente aperto”. Ed hanno presento dei documenti falsi con l’intestazione del Ministero della Giustizia», Così, hanno prelevato la bambina con la scusa di un appuntamento urgente all’ufficio generale per incontrare la madre. 

La bambina, tra l’altro era stata affidata alla nonna materna su disposizione del giudice e la madre, Lola Montemaggi, non aveva alcun autorizzazione di vedere la madre da sola. Per di più anche gli incontri erano limitati a due volte al mese. 

Una storia molto complessa e delicata che ora vede profilarsi uno sviluppo drammatico con un vero e proprio rapimento. Nel corso della conferenza stampa il procuratore della Repubblica che indaga sulla vicenda ha svelato anche dei particolari nel tentativo di trovare testimoni per rintracciare al più presto la bambina. 

Gli inquirenti descrivono Mia come una “una bambina “di tipo europeo, alta circa 1,30 m, con lunghi capelli castani e frangia. Al momento del suo rapimento, indossava “piccoli orecchini d’oro con un disegno rosso”. Al momento del rapimento era vestita “con pantaloni neri, una maglietta, un gilet grigio con zip e puntini dorati, un piumino bianco con puntini neri e una fodera di pelliccia bianca”. 

Sul territorio c’è già un gran dispiegamento di uomini e mezzi. I tre uomini protagonisti del rapimento si sono allontanati a bordo di una Volkswagen. Anche per i protagonisti del rapimento esiste una sommaria descrizione. Secondo il procuratore, “un uomo di circa 30 anni, 1,80 m, con un tatuaggio a forma di croce sul collo, con capelli scuri corti, indossava pantaloni scuri e una camicia bianca. Il secondo individuo è “sotto i 30 anni, un po’ più basso” e ha “capelli con radici scure e striature bionde”.

Un terzo uomo stava aspettando nel veicolo che ha portato via la bambina. È descritto dall’età apparente di “più di 35 anni” e i suoi capelli sono “molto corti e grigi”. La madre di Mia, per il momento, si trova al centro dell’indagine.

Secondo il procuratore, la madre 28 anni, non si trova più nella sua casa di Epinal. Viene descritta come una donna che vive ai margini della vita sociale e non voleva mandare a scuola la figlia. Ha sempre rifiutato qualsiasi contatto con i servizi sociali, non rispondendo mai alle convocazioni e agli appuntamenti fissati.  C’è grande preoccupazione proprio per gli atteggiamenti ostili della donna. Potrebbe trattarsi di un fuga organizzata dalla madre insieme ad altri complici.

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