Roma – La Corte di Cassazione conferma la condanna a 12 anni di carcere per Luca Traini, il 31enne di Tolentino che il 3 febbraio 2018 ferì a colpi di pistola sei migranti mentre stavano passeggiando nel centro abitato di Macerata. La Suprema Corte ha riconosciuto anche il diritto per le parti civili al risarcimento del danno causato da Traini.

Il 31 enne, che all’epoca dei fatti aveva 28 anni, il 3 ottobre 2018 era stato condannato a 12 anni di reclusione, pena confermata un anno dopo dalla Corte d’Assise di Appello di Ancona.

Traini il 3 febbraio 2018 partì da Tolentino e giunto a Macerata, a bordo di un’Alfa Romeo 147 di colore nero, iniziò ad esplodere alcuni colpi di pistola contro i migranti presenti in strada. L’attacco avvenne davanti alla stazione ferroviaria, in via Velini, in via Spalato e in altre zone della città.

Sparò anche contro la sede territoriale del Partito democratico.

Giunto davanti al monumento dei Caduti della seconda guerra mondiale, scese dalla vettura e fece il “saluto romano” gridando: viva l’Italia. Subito dopo si costituì alle autorità.

Intanto la città piombò nel panico, il sindaco Romano Carancini – per sicurezza – invitò i cittadini a restare a casa e chiese ai dirigenti scolastici di tenere gli studenti in classe. Il giovane fu bloccato ed identificato, così l’allarme cessò e la vita riprese regolarmente. I migranti furono soccorsi e curati nelle strutture sanitarie locali.

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