Rolex

Tutte le contraddizioni in una canzonetta “Comunisti col Rolex”. J-Ax e Fedez avevano già capito tutto, quattro anni fa ne hanno fatto un tormentone dell’estate prepandemica. 

Una volta il simbolo del potere e del fascino e del massimo delle contraddizioni era la Ferrari, da qualche anno è il Rolex. Come siamo cambiati, come siamo “svalutati”, verrebbe voglia di dire. Semplicemente è il mutare dei tempi con l’avvento dei social. Dove indossarlo e farlo vedere può dar luogo a imbarazzanti processi di piazza con i tribunali virtuali allestiti sui social. Ma di questo ne parliamo dopo.

Rolex, l’orologio status symbol

Ma ripartiamo da zero. Cos’ è un Rolex? E’ il prodotto perfetto, massimo, della Rolex, casa svizzera specializzata nella produzione di pregiati orologi da polso. Lo indossava anche nei primi film James Bond e via via tanti altri personaggi. Ben presto è diventato un oggetto cult. Poi, sempre più un orologio da ostentare. Ovviamente nella produzione in oro massiccio. Il prezzo? Per tutte le tasche: si fa per dire. Si parte da tremila euro ad oltre trentamila, per le versioni più sofisticate e con materiali pregiatissimi. Ed ovviamente il Rolex è anche l’orologio più contraffatto nel mondo.

Torniamo a quello che rappresenta oggi il Rolex. Una sorta di ”affermazione della ricchezza”. E la ricchezza non si perdona. A nessuno. Anche se non rubi o evadi le tasse. In nessun modo. Anche la povertà non si perdona. Ma in un altro senso. 

La storia del candidato col Rolex

Da qualche giorno sui social il Rolex ostentato da un ragazzo candidato in una lista di Calenda a Roma è diventato l’argomento più trend, più odioso, più “inutile” sui social. Quello che dicevamo prima: sì è costituito il tribunale virtuale per “condannare” il candidato non proprio comunista, ma sicuramente riformista, con il Rolex. Quanto basta per la gogna mediatica. E’ diventato in breve un ragazzo senza valori, depravato e falso. Tutto un corollario di insulti biechi, senza alcuna attenuante.

Un fatto che sembra uscire quasi da un film. Dove anche la giustificazione, “é l’eredità del padre prematuramente scomparso”, sembra l’inutile aggiunta ad un risentimento senza senso che sembra prevalere su qualsiasi ragionamento. Un senza senso che arricchisce un contesto culturale sempre più degradato e vile. Dove riemerge una sorta di odio verso i presunti privilegi di classe. Ricchezza e povertà, tornano ad essere stereotipi di una certa cultura che pensavamo superata.

I peccati mortali e i tribunali social

Indossare un Rolex diventa un peccato mortale, perché se sei ricco, non lo puoi dire e non lo devi mostrare. Ma viviamo in un mondo così strano e pieno di mille e più contraddizioni che, quasi quasi, diventa più naturale trovare 24.000 euro in biglietti da 500 euro, nella cuccia di un cane di una bella tenuta padronale (fa “meno notizia”), piuttosto che farsi fotografare con il Rolex. 

Da dove eravamo partiti? Dal Rolex oggetto dei desideri e status symbol. Ma é una storia senza un finale ed alcuna morale. Se non la pesantezza dei nostri tempi.

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